Dalla cortina di ferro alla via della pace
La «soglia di Gorizia» è stata storicamente la principale via d'invasione della penisola italiana da est: ci sono passati un po' tutti, dai pretendenti all'Impero romano ai germani di varie stirpi, dagli eserciti asburgici contro Venezia ai turchi. Nel secondo dopoguerra l'Italia e l'Alleanza Atlantica temevano che dalla valle del Vipacco spuntassero le unità dell'Armata Rossa, e si prepararono ad affrontarle.
Il sito racconta come, a partire da ricerche d'archivio su documenti militari un tempo segreti e da poco consultabili. Tra il 1961 e il 1968 nel goriziano furono costruiti 424 manufatti: il sito descrive, con testi, fotografie e documenti, i capisaldi delle difese campali e le opere di fortificazione permanente, collocandoli sulle carte militari dell'epoca, e propone cinque percorsi di visita tematici per andare a vederli sul terreno, ognuno con la sua mappa delle postazioni.
Il progetto, curato da Giulia Caccamo e Raoul Pupo, è nato da un'iniziativa del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Trieste con IRSREC FVG, Friuli Storia Territorio, la Sezione di Storia ed Etnografia della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, l'Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, le Università di Belgrado e di Roma «La Sapienza», il Comune di Doberdò del Lago, la Cooperativa Pavees e GO! 2025, con il finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia. Divulgando ha ideato e sviluppato il sito e ha lavorato alla revisione dei contenuti.